Progetto Etwinning – L’italiano, una lingua da leggere e condividere

lundi 17 décembre 2018
par  Mme SANNA
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Nell’ambito del progetto e twinning “L’italiano una lingua da leggere e condividere” il collège Les Hauts Grillets condivide il sito internet creato dalla collega Raffaella Marchese per permettere ai nostri giovani lettori uno scambio di esperienze con gli allievi delle altre scuole europee aderenti al progetto.
Nel sito potete trovare la seguente recensione scritta dagli alunni della classe 5ème.
http://www.unalinguadaleggere.it/
Daniele Nicastro, Grande, 2017, Einaudi Ragazzi.
Luca è un giovane ragazzo torinese che durante le vacanze estive vuole andare a giocare con i suoi amici ma che purtroppo è costretto a trascorrere l’estate con i genitori in Sicilia a Petramonica, a casa della nonna. È nel paese di Petramonica che si svolge principalmente la storia dove operano le cosche mafiose. Luca non ha amici con cui divertirsi anche se potrebbe avere la compagnia di suo cugino Paolo, quest’ultimo invece sembra più interessato agli studi e ad altri impegni.
L’incontro con Mario sembra risolvere il problema della solitudine di Luca perché finalmente ha trovato un “amico” con cui stare.
Mario ha il motorino, l’ultima generazione dei cellulare, ha sempre soldi in tasca e si veste alla moda ma soprattutto invita Luca al bar e questo lo rende agli occhi di luca apparentemente grande. La compagnia di Mario porta Luca, senza rendersene conto, nel giro della mafia. All’inizio Luca senza rendersi conto, sta al gioco e comincia a fare dei “lavoretti” che consistono nel costringere i commercianti a pagare il “pizzo”, in un secondo momento, invece, capisce la situazione e si ribella.
La caratteristica di Luca è l’ingenuità infatti riguardo gli atteggiamenti mafiosi dice “è roba per mafiosi e io non sono uno di loro nemmeno ci assomiglio ! Me li immagino con la lupara e con lo stuzzicadenti in bocca... che ne so io come sono nella vita reale ?” A mano a mano che la vicenda si sviluppa invece, Luca si rende conto di essere entrato in una trappola. Con la “famiglia” riesce ad “avvelenare” anche il vocabolario usando termini come “onore”, “protezione” o “famiglia”. La consapevolezza del suo coinvolgimento con la mafia viene raggiunta da Luca quando dice “Ho giurato è vero. Ma a chi ? A dei criminali che usano la mia fedeltà come una gabbia per costringermi a rubare, minacciare, sparare”.
Luca farà di tutto per uscire dalla banda mafiosa, aiutato da veri amici come Paolo che ha dimostrato in tutta la storia di essere veramente “grande” soprattutto dando dei consigli a Luca.
Seppure inventata la storia potrebbe in un certo senso accadere. Forse perché nasce da un’esperienza vissuta dall’autore, anche se in parte. I riferimenti ai luoghi e al tempo sono reali e questo rendono la storia vera. Per questo “Grande” è una storia di coraggio che affronta un tema difficile, quello della mafia, dunque della legalità ma allo stesso tempo il problema dell’adolescenza e della fragilità dei ragazzi di finire nei guai senza neanche accorgersene.
La storia è a lieto fine perché tutto ritorna al suo posto, i mafiosi vengono arrestati, Luca raggiunge la consapevolezza del pericolo corso e soprattutto trova l’amore di una ragazza, quasi a volere trasmettere che per dimostrare maturità si deve correre qualche rischio.
 



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